La mia #recensione al meraviglioso libro della scrittrice Elisabetta Fioritti : “VITE CONVERGENTI” Bertoni edizioni.

“ Forse fu quel nomignolo , Chiaretta, che le rimandò l’immagine sfocata della madre scomparsa, lei la chiamava sempre con quel vezzeggiativo. A un tratto sentì che non le sarebbe accaduto nulla, fu come se la sua mamma fosse stata lì, ad accarezzarle la fronte. Era Dario , ma in quell’attimo lui era tutto, padre, madre, amico, sorella”.

In queste parole penso sia racchiusa l’essenza del romanzo dell’autrice: Lui era tutto!

Elisabetta Fioritti ci racconta dell’amore tra Dario e Chiara; un amore fresco, un amore indissolubile, un amore forte, un amore che vince su tutto e tutti.

Un amore vissuto appieno in tre meravigliose città – Firenze, Roma, Berlino – città che fanno da sfondo a questa storia d’amore, un amore che li teneva uniti, stretti, aggrappati l’uno all’altro come due naufraghi.

Elisabetta Fioritti ci fa sognare con la sua prosa poetica, ci accompagna per le vie di Firenze, ci fa assaporare la cultura di questa splendida città, ci descrive i suoi monumenti, ci fa respirare l’arte, la letteratura, il bello di ogni particolare. Non fa sconti neppure alla capitale, presentata nella sua maestosità, nel suo essere parte integrante della vita dei nostri protagonisti. Ma la città che più mi ha trasmesso emozioni è proprio Berlino! Ho gradito, apprezzato, la scelta della scrittrice nel presentare Berlino sotto un’altra veste. Infatti la città tedesca appare come un luogo di riscatto, rinascita, opportunità, insomma come scrive la Fioritti un ponte simbolico tra infanzia e maturità.

C’è questo scambio culturale, questo entrare nelle tradizioni, nei costumi, nelle usanze, nelle lingue di tre luoghi completamente diversi ma legati dall’amore puro e sincero di due giovani sognatori.

L’autrice scomoda anche il grande Catullo, perché i baci degli innamorati sono esattamente il più bel segno di continuità.

“ Tu dammi mille baci, e quindi cento, poi dammene altri mille, e quindi cento, quindi mille continui, e quindi cento”.

– Ma a parte Dario e Chiara chi sono i protagonisti del libro? –

Sicuramente protagonista assoluta è la famiglia! Emergono valori sani, un’educazione trasmessa nel rispetto del prossimo, il sostegno fisico e psicologico, l’ascolto, la comprensione, il volersi bene, tanto bene.

La mamma di Dario, la sua empatia, il suo sentire, avvertire gli stati d’animo, il suo rapporto quasi spirituale con il figlio, il suo “ segreto” che solo alla fine ci svelerà.

Il padre sempre presente, disponibile, affidabile, una figura molto importante per Dario. La loro complicità anche nel trasmettersi ricette tradizionali, il relazionarsi, il condividere il quotidiano.

Il papà di Chiara, che ritrova la forza di reagire grazie ai nipotini, alle figlie, al calore umano.

Come nel primo libro, l’autrice ci fa respirare gli odori, i sapori, gli attimi di ogni singolo gesto. L’odore più bello è quello dell’amore.

“Dario per la sua famiglia tornava a essere il loro bambino, difeso contro tutto il mondo”.

Come scrive la Fioritti Dario per Chiara aveva una dipendenza nuova che si chiamava amore.

Non mancano i momenti di sconforto, di contrarietà, di difficoltà, d’altronde a vita è questa…nulla è facile, ma niente è impossibile da superare. Il messaggio che arriva al lettore è quello di speranza, di credere sempre nei propri desideri, di realizzarli, nonostante questo comporti sacrifici, rinunce, bisogna costruirsi un futuro, quello che desideriamo davvero.

Mi sono commossa nel sentire la gioia, la felicità di un giovane ragazzo diventare papà, una gioia condivisa, una gioia che fa tanto tanto rumore.
Più che rumore direi proprio Musica!
Ho pianto quando il figlio ha cantato e suonato “Buona notte Fiorellino ‘di Francesco De Gregori. Leggendo il libro comprenderete il perché.

Bellissima la descrizione che l’autrice ci fa dell’amicizia, valore inestimabile, parliamo ovviamente di amicizia con la A maiuscola.

Quante lezioni di vita in questo romanzo! Il perdono in primis, Elisabetta ci parla di perdono e lo fa riferendosi in particolare a due figure consistenti del suo libro.

Solo perdonando si può vivere in pace con se stessi e con il mondo.

In fondo l’autrice ha sempre mostrato questo suo lato dolce, altruista, comprensivo, sicuramente dovuto in parte alla sua immensa fede. Non mancano mai i riferimenti al suo Dio che ascolta costantemente le sue infinite preghiere.

Amore, famiglia, lavoro, passioni, speranze, sogni convergono tutti in una sola parola: Casa!

“ L’essere umano si adatta a ogni situazione, cercando di creare una consuetudine anche nelle situazioni più estreme, dove non vi è nulla d consueto. L’unico legame alle cose è il filo ce unisce le persone, il sentimento che legava Dario ai suoi cari faceva di quella stanza una casa”.

Complimenti carissima Elisabetta Fioritti!

N. B. La scrittura è scorrevole, il linguaggio molto elegante e raffinato. Ogni pagina denota una competenza linguistica di elevato spessore.
Cover molto significativa e prefazione di Angela Valenti accurata in ogni particolare.

Recensione a cura di Alessandra Di Girolamo ©