IL PANTOCRATORE

Pantocratore non è, per i cefaludesi, semplicemente un mosaico di bizantina, opulenta fattura; non è, semplicemente il titolare della loro basilica-cattedrale; non è il solamente patrimonio artistico , dal 5 luglio 2015, inserito nella prestigiosa lista Unesco.
Il Pantocratore è, per i cefaludesi, assai di più.
Egli è Dio, ma è, al contempo, il Santissimo Salvatore, venerato, nella sua accezione corporea, secondo l’uso greco, ovvero nel giorno della Trasfigurazione.
È il Padre, che tutto ha creato, che tutto domina, che tutto contiene; ma il Pantocratore è anche il Figlio, il Dio, divenuto l’Uomo tra gli uomini, per comprenderli anche nella loro umana fallacia .
Il Pantocratore è ricchezza, pregio e privilegio delle sue tessere; ma è anche semplicità, unicità del Suo sguardo.
È un Dio che sta in alto, nella fortezza della Sua basilica, nella sua splendida abside, ma è anche un Dio che si venera per le strade, in numerose e umili edicole votive a Lui dedicate. Il Pantocratore non è semplicemente un santo, un mediatore tra l’umano e il divino; eppure è venerato dai cefaludesi attraverso un rapporto in cui non si evince la facoltà di giudizio paterno, quanto, piuttosto, tutta la Sua umanità, un’umanità che, in genere, è riscontrabile nei santi.
È Dio che ci ha creato, è Dio che ci indica la via della Luce.
È il Dio dei contadini; ma è anche il Dio dei pescatori.
È il Dio che protegge Cefalù dalla peste, così come dai terremoti, così come dai bombardamenti.
Il Pantocratore è Dio che trabocca di amore: << è Patri d’amuri, è tutta bontà>> .
Non è un patrono, è “solo” il titolare della cattedrale, eppure è venerato come un patrono, come un Dio buono e misericordioso.
Il Pantocratore è un Dio arabo, normanno, bizantino, cifalutanu.

<<Il 5, 6, 7 febbraio 1783 un violento terremoto sconvolse la sicilia, funestando particolarmente Messina che venne rasa al suolo (…) A Cefalù si ebbe solo l’eco del flagello. Il popolo devoto gridò al miracolo ad ancora una volta alzò pubbliche lodi al Cristo Pantocratore, al SS. Salvatore che aveva vlut risparmiare la sua città. Cefalù ne vlle imperituramente ricordare l’avvenimento celebrando solennemente la data del 5 febbraio.(…) In quel punto ove il Pastore di Cefalù aveva voluto pubblicamente ringraziare il SS. Salvatore sorse, per pietà del popolo, una chiesa che a Cefalù chiamiamo del ” Salvatore piccolo” o meglio del SS. Salvatore del terremoto>>.
Domenico Portera, Cefalù al di là della storia

Daniela Mendola